Morti di FOMO per l’AI
Che sia colpa dell’orizzonte degli eventi del buco nero di Milano, o una frenesia collettiva di settore (IT, lavori creativi, comunicazione), ma sono circondato di persone che si affannano correndo dietro ad ogni nuova novità che riguarda l’AI.
Corsi e seminari, video, formazioni, e chi più ne ha più ne metta, l’ansia di restare fuori dal “treno del millennio” ovvero dall’occasione della vita, piuttosto che la paura di restare tagliati fuori dal mondo del lavoro, muovono chi mi sta vicino a ritmi che, se non mi imponessi un forte autocontrollo, mi trascinerebbero con sé nell’occhio del ciclone.

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FOMO come motore professionale
Poi capiamoci, che ogni giorno / settimana esca una novità pazzesca, gli addetti ai lavori lo sanno e lungi da me negarlo
Ma che si debba correre appresso a ogni foglia che cade, la vedo come un’isteria collettiva planetaria da cui cercare di sottrarsi, non fosse altro per sanità mentale. Un po’ come quelli che inseguono i trend del giorno su TikTok.
Siamo passati da essere morti di FAMA, ovvero pubblicare online ogni starnuto che si fa durante il giorno, ai morti di FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero sentirsi sempre come se si stesse per perdere un’occasione dietro l’altra.
Accade da tempo nel settore dell’intrattenimento, e ha reso oceanici i concerti; trasformandoli da occasioni per sentire musica suonata dal vivo, ad eventi imperdibili (di cui poi non resta traccia, altro che Woodstock e Live Aid).
Ora riguarda anche il lavoro e la performance professionale.

Alla ricerca di una vita più sana
Perché ne parlo?
Perché chi mi conosce dal vivo, o mi legge online, sa che da tempo sto provando a ridurre tutte le abitudini che mi peggioravano: stare meno sui social così da arrabbiarmi meno e non perdere tempo a litigare con sconosciuti, spegnere prima il computer o la Playstation così da non andare più a letto alle 2 o oltre, e adesso cercare di non inseguire ogni trend solo per paura di restarne fuori.
Vedere tutti intorno a me in frenesia aggiunge un po’ di complessità a quell’equazione di ricerca di un equilibrio più sano, perché come cantava Battiato “Uh com’è difficile restare calmi e indifferenti, mentre tutti intorno fanno rumore”.
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