Le Metropoli sono Buchi Neri
Milano, Londra, Berlino, Parigi, Tokyo, New York… Tutte le grandi metropoli, si comportano come dei grandi buchi neri per l’umanità.
Più la metropoli è grande, più attrae a sé persone da distanze remote.
Spesso contro la volontà delle persone stesse.
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Nascita della Metropoli
La metropoli nasce perché sempre più individui si aggregano in uno spazio relativamente piccolo generando una massa critica.
La metropoli non arriva dal nulla. Nasce Comune, si evolve in Città grazie agli esseri umani che arrivano con le loro abitazioni e negozi; poi diventa una Grande Città. È in questo stadio che avviene l’evoluzione spesso senza ritorno: sviluppa il sistema vascolare chiamato “metropolitana”, così da poter pompare migliaia di persone al minuto all’interno del suo corpo; e con l’aumento della concentrazione di imprese e la costruzione di quartieri dormitorio e grattacieli diventa una densa Metropoli.
Le persone fanno massa gravitazionale come gli atomi e le molecole, iniziano ad attrarre nuovi esseri umani-molecole, per cui devono comprimersi in case sempre più piccole che iniziano a svilupparsi verso l’alto in condomini e poi grattacieli.

In questo processo di aumento della massa, gli spazi verdi sono visti come un problema che riduce la densità umana, per cui spesso la Metropoli eradica la natura diffusa.
Talvolta nascono parchi cittadini, ovvero luoghi in cui si crea artificialmente un’alta densità naturale, giusto per dare l’illusione di possedere spazi verdi ma sempre mantenendo il principio dell’alta densità.
Così come le persone sono concentrate nei palazzi, la natura lo è nei parchi cittadini (Sempione, Hyde Park, Central Park…) poiché per la Fisica Antropologica è noto che la densità di una metropoli non può diminuire.
Il campo di forza del Buco Nero Antropologico
La metropoli, di cui noi in Italia abbiamo il fulgido esempio di Milano, è a tutti gli effetti un Buco Nero non solo perché attrae residenti anche da grande distanza (basti pensare a tutti i lavoratori del Sud Italia che ogni anno approdano in Lombardia), ma perché il suo campo di forza culturale è efficace anche sulle zone limitrofe.
Tutti i Comuni del cosiddetto hinterland della Metropoli infatti risentono dei prezzi della metropoli, con case modeste collocate in paesi dormitorio ma vendute a prezzi fuori scala rispetto il resto del Paese.
Persino le botteghe di paese che avevano resistito all’arrivo di Amazon, finiscono per scomparire risucchiate dai centri commerciali del Buco Nero Antropologico.

I pendolari che entrano nell’orizzonte degli eventi della Metropoli iniziano da oscillare fra il paese dormitorio e la città che offre il lavoro.
Non a caso vengono da sempre chiamati pendolari.
I pendolari che riescono ad accumulare abbastanza energia cambiano stato della materia antropologica.
O si aggiungono alle fila degli abitanti della Metropoli, oppure riescono a sfuggire al Campo d’Attrazione scappando definitivamente dal Buco Nero.
Si veda più avanti.
L’orizzonte degli eventi
Il fenomeno più triste del Buco Nero Antropologico chiamato Metropoli però è il suo Orizzonte degli Eventi.
In fisica, un osservatore che si trova all’interno del campo di forza del buco nero non può vedere la luce fori da esso, in quanto la forza di attrazione del buco nero è maggiore della velocità della luce.
Allo stesso modo uno spettatore che osserva il buco nero lo vede appunto nero, poiché la luce ne resta intrappolata, per cui da fuori non possiamo davvero vedere cosa ci sia dentro il buco nero.
Beh, la metropoli fa la stessa cosa con le persone.
Divertimenti, visite mediche, cinema e teatro, shopping… Chi abita nella periferia della Metropoli è pressoché certo che andrà in città o in un suo centro commerciale ogni volta che può, spesso pensando che deve, che non c’è alternativa, che è la scelta più figa, più giusta, più cool. O, per dirla alla milanese, più TOP.
Il lettore faccia caso, soprattutto se non è un milanese ma ha parlato con milanesi: per gli abitanti del buco nero non c’è nulla fuori da esso, il meglio di tutto è solo in città.
La convinzione che sia la metropoli a trainare l’universo ha quasi della Sindrome di Stoccolma, ma in realtà è uno dei risultati delle forze della Fisica Antropologica che agiscono sugli esseri umani.

Viaggiare fra metropoli: wormhole e aerei
Da quanto osservato in merito all’orizzonte degli eventi non stupisce che gli abitanti delle metropoli viaggino spesso verso altre metropoli, tramite quei wormole chiamati aereo.
Come un buco nella trama dell’universo infatti l’aereo fa approdare magicamente a Londra, Berlino, Parigi, New York, Los Angeles, Melbourne, Tokyo senza capire che giro hai fatto, senza vedere la geografia dell’universo che ti circonda, facendo passare da un panorama di palazzi a un altro.
Questo perché gran parte degli abitanti dei buchi neri, abituati alla densità del posto in cui abitano, percepiscono come troppo diradato e poco interessante l’universo fuori dalle Metropoli.
La densità (abitativa, di locali, di musei, di chiese) come misura del valore del mondo rende tappa obbligata luoghi a densità ancora maggiore.

Via di Fuga
Come detto in realtà non tutti gli abitanti delle metropoli sono felici di essere stati attratti dal Buco Nero, di solito vi si sono trovati risucchiati poiché il lavoro li ha attratti lì, e spesso passano molti anni ad accumulare l’energia necessaria che consenta loro di sfuggire al campo gravitazionale metropolitano e poter tornare o nella galassia da cui provenivano, o per andare in un’altra galassia che reputano essere più consona al loro stile di vita.
Queste persone malsopportano l’asfissiante densità, lo sporco, e l’inutile frenesia della vita nel buco nero.
Lo studio delle vite di questi pionieri e delle loro testimonianze è all’origine della Fisica Antropologica.
A loro va tutta la nostra solidarietà e l’augurio di riuscire a sfuggire per sempre all’Orizzonte degli Eventi.
Estratto dal “Fondamenti di Fisica Antropologica”, edito nel 2049 dall’Università degli Studi di Rapallo.
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